Il Nicolucci Reggio si stringe intorno al dolore della famiglia dello studente di Udine morto durante le attività di PCTO.

 

Non si può morire lavorando, ancor meno studiando per il futuro all'età di 18 anni. E quando cose del genere accadono, per una comunità è come toccare l’abisso con un dito. L’abisso oggi è stato toccato dalla nostra comunità scolastica quando si è diffusa la notizia della morte di Lorenzo.

Lorenzo Parelli era un giovane studente di Udine. Era impegnato nel suo ultimo giorno di PCTO, meglio conosciuta come Alternanza Scuola-Lavoro. L’incidente è avvenuto mentre il ragazzo era alle prese con il montaggio di un macchinario. Ad ucciderlo, una putrella che si è staccata centrandolo in pieno. Un impatto violentissimo, che non gli ha lasciato scampo. Il tutto davanti agli occhi di chi, fino a pochi istanti prima, gli stava insegnando il mestiere.

Non esistono livelli per lo sgomento, per il dolore, per lo strazio eppure oggi, in un attimo, la terribile notizia proveniente da Udine ha fatto piombare tutta la nostra scuola nel più profondo sgomento.

Il volto di Lorenzo si compone dei volti dei nostri studenti che, fiduciosi, si affidano alla Scuola per progettare le speranze per il loro futuro. Il futuro che non sorriderà più a Lorenzo. Il futuro di Lorenzo sarà ormai solo un lungo presagio di disperazione per la sua mamma e per la sua famiglia.

Con la morte nel cuore, idealmente, tutto il Nicolucci Reggio, dirigente scolastico Mario Luciani in primis, abbraccia  chi amava Lorenzo, i suoi genitori, i suoi compagni, i suoi docenti. Oggi il dolore è per tutti e lacera dentro. La campanella non suonerà più per Lorenzo. E noi domani, per lui, faremo tacere anche la nostra.

Non doveva andare così.

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