Una storia per troppo tempo cancellata dalla Storia.

Al Nicolucci Reggio è stata raccontata.

Quando dopo l'otto settembre del 1943, la "scomparsa dello Stato italiano" e il consegunte disfacimento della sua struttura fu evidente, non pochi degli italiani residenti nelle aree della Venezia Giulia furono scossi dalla paura.

Caduta la protezione del Regio Esercito italiano, quelle aree del confine orientale si trovarono improvvisamente esposte alle incursioni dei partigiani del Maresciallo Tito, allle violenze degli Iugoslavi che nutrivano, verso la Comunià italiana, forte risentimento per il trattamento che era stato loro riservato dalle Autorità Fasciste.

Ben presto, quel risentimento, divenne solo voglia di vendetta.

Fu così che un numero imprecisato di cittadini di nazionalità italiana - che non erano in molti casi neanche compromessi con il Regime Fasicsta se non addirittura oppositori di questo -  furono catturati, torturati ed infine trucidanti e i loro corpi occultati nelle foibe.

La tragedia fu bloccata dalla occupazione Nazista dell'area.

Anche se i Tedeschi, preferivano gli Sloveni e gli slavi collaborazionisti agli italiani.

Nel maggio del 1945 la resa della Germania fece sì che le zone già oggetto delle atrocità dei titini tornassero - tardando l'occupazione angloamericana dell'area - a imperversare nella Venezia Giulia.

Questa volta l'intento Iugoslavo era chiaro.

Cancellare ogni traccia di italianità nell'area  ed eliminare "fisicamente" chi a questo progetto si opponeva.

Fu così che , nell'arco di due mesi , si consumò un vero e proprio genocidio in danno degli italiani. Nessuno è ancora riuscito a stabilire quanti furono gli italiani scomparsi, trucidati ed infoibati. Furono tanti, tantissimi. E di molti non è mai stato possibile recuperare i poveri resti.

Dopo il giugno del 1945 cominciò , da parte degli Iugoslavi, una sistematica opera di terrorismo nei confronti degli italiani.

Dovevano andare via dalla Venezia Giulia perchè lo stato slavo voleva chiedere l'annessione di tutte quelle aree alla nascente Iugoslavia.

Cosa che si realizzò puntualmente con il trattato di Pace di Parigi - sottoscritto il 10 febbraio 1947 - con l'annessione dell'Istria, della Dalmazia e di ampie zone della Venezia Giulia allo stato Iugoslavo.

Nel breve tempo si compì l'esodo di circa 350 mila italiani residenti in  quelle terre.

Una tragedia immane e dimenticata poichè immolata sull'alatare del pragmatismo politico che caratterizzò la vita Italiana nell'immediato secondo dopoguerra.

Di seguito il filmato realizzato all'ITIS di Isola del Liri.

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